
NEI PRIMI CALCI NON DEVO ANTICIPARE IL CALCIO DEGLI ADULTI. DEVO CREARE LE CONDIZIONI PERCHÉ OGNI BAMBINO IMPARI A GIOCARE, SCEGLIERE E RIPROVARE.
Come allenare i Primi Calci U8-U9 è una domanda che riguarda molto più della scelta degli esercizi. A sette e otto anni il bambino sta ampliando il proprio repertorio motorio, consolidando il rapporto con il pallone e scoprendo che una stessa situazione può avere soluzioni differenti. Il compito dell’istruttore è trasformare queste esperienze in un percorso educativo coerente, stimolante e accessibile a tutti.
In questa guida propongo obiettivi tecnici e cognitivi, principi metodologici, sei esercitazioni originali della MC Training Library™ e una seduta di 70 minuti per dodici bambini. Distinguo le regole federali dalle mie proposte operative, perché un buon metodo deve essere verificabile ma anche adattabile al gruppo reale.
Primi Calci U8-U9: chi alleniamo e quali regole considerare
Per la stagione sportiva 2026/27 la categoria Primi Calci comprende principalmente i nati nel 2018 e 2019; secondo le disposizioni indicate possono partecipare anche bambini nati nel 2020 che abbiano già compiuto sei anni. La FIGC prevede confronti 4 contro 4 e 5 contro 5, accompagnati da proposte pre-gara e/o multipartite. Nei riferimenti territoriali consultati sono indicati tre tempi da 8 a 12 minuti e campi da 25–40 × 12–25 metri per i confronti.
Questi dati descrivono i confronti ufficiali, non misure obbligatorie per ogni esercitazione settimanale. Prima di organizzare incontri e raggruppamenti occorre verificare gli aggiornamenti e le disposizioni della propria Delegazione. Riferimento: FIGC – Modalità di gioco dell’Attività di Base 2026/27.
Per comprendere la progressione metodologica, parti dalla mia guida ai Piccoli Amici U6-U7.
Come allenare i Primi Calci: cinque obiettivi prima degli esercizi
Prima della seduta scelgo le esperienze da offrire. Tecnica, movimento e decisione interagiscono quando il bambino affronta un avversario con la palla.
- Competenza motoria: accelerare, frenare, girarsi, saltare, reagire e mantenere equilibrio in situazioni variabili.
- Relazione con il pallone: condurre con entrambi i piedi, fermare, proteggere, cambiare direzione, passare e calciare.
- Percezione e decisione: osservare porte, compagni, avversari e spazi prima e durante l’azione.
- Duello e collaborazione: affrontare l’1v1, riconoscere un compagno libero, sperimentare il 2v1 e aiutarsi.
- Autonomia e relazione: accettare l’errore, rispettare regole semplici, partecipare e trovare iniziativa personale.
La tecnica conta quando incontra una scelta. Un passaggio preciso verso un compagno marcato può essere una decisione inefficace; chi riconosce la porta libera ma sbaglia il tiro ha invece trovato una soluzione da perfezionare.

Metodologia Primi Calci: gioco, ripetizione e libertà di scelta
Per comprendere come allenare i Primi Calci considero tre condizioni: il bambino deve agire spesso, riconoscere il problema e avere la possibilità di tentare più soluzioni. La ripetizione è utile quando non diventa un’automazione priva di significato: cambiare una porta, la posizione del difensore o il lato d’arrivo modifica le informazioni da leggere.
Il FIFA Training Centre presenta il modello Play–Practice–Play per i 4–8 anni: iniziare giocando, dedicare una fase al perfezionamento delle abilità e tornare al gioco per sperimentare quanto appreso. È un riferimento utile, non una struttura da applicare meccanicamente a ogni gruppo U8-U9.
Alterno pratica tecnica, duelli, superiorità numerica e gioco libero. Preferisco chiedere «Quale porta era libera?» invece di ordinare «Passa a destra!». Semplifico quando la difficoltà blocca il gioco; aumento le alternative quando la scelta diventa troppo prevedibile.
Approfondisco il valore della libertà guidata nell’articolo sullo street football: esplorazione e organizzazione possono convivere.
Allenamento Primi Calci: quanto contano 1v1, 2v1 e 3v3?
L’1 contro 1 permette di affrontare un problema comprensibile: difendo la palla, osservo il difensore, scelgo se puntarlo oppure cambiare direzione. Nel 2 contro 1 compare un’ulteriore possibilità: collaborare. Nel 3 contro 3 il bambino deve collegare più informazioni e reagire ai cambi di possesso.
Gli Small-Sided Games aumentano spesso le occasioni di partecipazione e coinvolgimento tecnico rispetto a formati numericamente più ampi, ma il risultato dipende da spazi, regole e caratteristiche dei giocatori. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Frontiers in Psychology nel 2021 rileva benefici dell’allenamento attraverso giochi a ranghi ridotti sull’esecuzione tecnica in campioni giovanili di sport di squadra. Non dimostra, però, che le sei attività proposte qui siano state scientificamente testate né che l’effetto sia identico per ogni bambino U8-U9.
In pratica: meno attesa, opposizione adeguata e scelte reali. Approfondisco anche i formati ridotti nell’analisi FutureFit nel calcio giovanile.
Come allenare i Primi Calci: seduta tipo di 70 minuti
Propongo una seduta per 12 bambini, un’area complessiva indicativa di 45 × 30 metri, dodici palloni n. 3, casacche, cinesini piatti e porticine oppure porte delimitate. Le dimensioni delle singole attività sono progettuali; vanno adattate alla sicurezza, al livello dei bambini e agli spazi reali. Due istruttori facilitano l’osservazione simultanea dei minicampi.
| Fase | Durata | Proposta | Obiettivo |
|---|---|---|---|
| 1 | 8 min | Due porte, una decisione — 2v2 | Giocare subito |
| 2 | 10 min | Bussola del dribbling | Conduzione e orientamento |
| 3 | 10 min | Ricevo, mi giro, scelgo | Controllo orientato |
| 4 | 10 min | Duello a due uscite — 1v1 | Superare e difendere |
| 5 | 10 min | Il compagno cambia tutto — 2v1 | Scelta passaggio/dribbling |
| 6 | 18 min | 3v3: gioco, perdo, riconquisto | Gioco autonomo |
| 7 | 4 min | Recupero e breve feedback | Consapevolezza |
| Totale | 70 min | Sei proposte pratiche più chiusura | |
I tempi comprendono le transizioni. La seduta è una proposta originale, non un protocollo FIGC. Approfondisco l’organizzazione nella guida come strutturare una seduta nel calcio giovanile.

Sei esercitazioni Primi Calci: schede originali MC Training Library™
Ogni scheda riporta organizzazione, svolgimento, varianti e comportamenti osservabili. Adatto sempre la difficoltà al gruppo.
MC-PC-001 — Due porte, una decisione (2v2)

Organizzazione: tre minicampi indicativi di 14 × 10 metri; quattro bambini per campo, una palla attiva per campo, due porticine da difendere e due da attaccare per squadra. Durata 8 minuti.
Svolgimento: appena arrivano, i bambini iniziano a giocare 2v2. Si segna in una delle due porticine avversarie; dopo il gol la ripresa è immediata. Non assegno posizioni fisse. A metà tempo modifico gli abbinamenti per far incontrare compagni e avversari diversi.
Coaching points: riconoscere la porta meno protetta, cercare il pallone, reagire alla perdita del possesso. Variante: avvicinare le porticine per semplificare oppure allontanarle per ampliare le alternative. Osservo: partecipazione di tutti, iniziativa e quantità di decisioni individuali.
MC-PC-002 — La bussola del dribbling (conduzione orientata)

Organizzazione: tre quadrati indicativi di 10 × 10 metri, quattro bambini per quadrato, un pallone ciascuno e tre varchi di colore diverso. Durata 10 minuti.
Svolgimento: ogni giocatore conduce liberamente. Il colore del varco da raggiungere viene mostrato soltanto quando il bambino è già in movimento. Dopo l’attraversamento riparte verso uno spazio libero. Aumentare progressivamente la variabilità, senza trasformare l’attività in una gara di velocità.
Coaching points: piccoli tocchi quando lo spazio si riduce, testa che si solleva, utilizzo di entrambi i piedi. Variante: lasciare inizialmente libera la scelta della porta; in seguito chiedere di evitarne una occupata. Osservo: adattamento della conduzione, non soltanto velocità.
MC-PC-003 — Ricevo, mi giro, scelgo (controllo orientato)

Organizzazione: quattro stazioni di circa 12 × 10 metri, tre bambini per stazione: un passatore, un ricevente e un difendente che parte in ritardo. Una palla per stazione, due porticine. Durata 10 minuti.
Svolgimento: il passatore serve il compagno. Dopo la ricezione il difendente entra in azione; chi controlla sceglie verso quale porticina attaccare. Il passatore non rimane in fila: prepara subito la ripartenza e i ruoli cambiano dopo ogni azione. All’inizio il difendente dà pressione ritardata, poi parte più vicino.
Coaching points: orientamento del corpo, qualità del primo tocco, riconoscimento dello spazio. Variante: difensore inizialmente passivo per i meno esperti. Osservo: se il primo controllo facilita o ostacola la decisione successiva.
MC-PC-004 — Duello a due uscite (1v1)

Organizzazione: sei corridoi da circa 10 × 6 metri, un duello per corridoio, una palla e due porticine o linee-meta sul fondo avversario. Durata 10 minuti.
Svolgimento: l’attaccante parte con palla e può segnare in una delle due mete. Il difensore parte di fronte, controlla la distanza e prova a recuperare. Se conquista la palla, contrattacca verso la linea di partenza. Invertire il ruolo a ogni azione, evitando lunghe spiegazioni.
Coaching points: finta e cambio di direzione, protezione, accelerazione dopo il superamento; per chi difende, postura e scelta del momento dell’intervento. Variante: aumentare la distanza iniziale per aiutare l’attaccante. Osservo: coraggio nel tentativo e risposta all’errore.
MC-PC-005 — Il compagno cambia tutto (2v1)

Organizzazione: quattro minicampi indicativi di 12 × 8 metri, tre bambini per campo, due attaccanti e un difendente, con una porticina. Durata 10 minuti.
Svolgimento: i due attaccanti cercano di segnare contro un difensore. Il portatore può condurre, puntare l’avversario o servire il compagno. Dopo ogni azione si ruotano i ruoli, assicurando a tutti occasioni di attacco e difesa. Ripartenze rapide con palloni a disposizione.
Coaching points: distanza di sostegno, smarcamento fuori dalla linea del difensore, scelta tra passaggio e dribbling. Variante: rendere il campo più largo se i due attaccanti si accalcano. Osservo: se il compagno senza palla offre davvero un’alternativa.

[GRAFICA INTERNA 3 — INSERIRE QUI. File: primi-calci-u8-u9-progressione-1v1-2v1-3v3.webp. ALT: Progressione situazionale Primi Calci U8 U9 con 1 contro 1, 2 contro 1 e 3 contro 3 per sviluppare duello, collaborazione e decisione. Titolo media: Primi Calci — dal duello alla collaborazione. Descrizione: Schema tecnico-tattico originale che illustra il passaggio dal problema individuale dell’1v1 alla scelta nel 2v1 e al gioco collettivo nel 3v3.]
MC-PC-006 — Gioco, perdo, riconquisto (3v3)

Organizzazione: due campi di circa 18 × 14 metri, sei bambini per campo, due porticine per ciascuna squadra e palloni di riserva. Durata 18 minuti in tre blocchi brevi, con piccole rotazioni.
Svolgimento: si gioca 3v3 senza ruoli rigidi. Alla perdita del pallone si cerca di recuperarlo, senza introdurre obblighi di pressing organizzato. Ogni pochi minuti vario gli abbinamenti. Nell’ultimo blocco tolgo eventuali vincoli e osservo il gioco spontaneo.
Coaching points: occupare spazi diversi, offrire sostegno, scegliere una porta, reagire alle transizioni. Variante: restringere il campo se il gioco è dispersivo oppure allargarlo se manca spazio per condurre. Osservo: chi riesce a trasferire nel gioco le scelte esplorate nelle fasi precedenti.
Come allenare i Primi Calci senza escludere chi è meno esperto
Dodici bambini della stessa categoria possono avere tempi di sviluppo, esperienza e fiducia molto differenti. Non risolvo questa diversità chiedendo a tutti di eseguire ogni compito con la stessa velocità. Adatto pressione, ampiezza del campo, distanza dal difensore e numero di alternative.
A chi inizia offro più spazio e tempo di controllo; a chi è pronto aggiungo opposizione. Evito eliminazioni e classifiche interne: ciascuno deve affrontare una sfida accessibile ma significativa.
Il contributo dell’allenatore è decisivo: nell’articolo dedicato a errore e apprendimento nel calcio giovanile approfondisco perché sbagliare e riprovare siano parti del percorso e non interruzioni da correggere immediatamente.
Programmare i Primi Calci: quattro temi da riprendere durante l’anno
Per decidere come allenare i Primi Calci lungo una stagione preferisco tornare ciclicamente su quattro nuclei: relazione con la palla, 1v1, collaborazione semplice e gioco in piccoli numeri. Non significa dedicare un mese intero a un solo gesto. Ogni tema ritorna in contesti diversi, con difficoltà che cresce quando il gruppo mostra di poterla sostenere.
Una possibile progressione è: esplorazione, duelli, 2v1, integrazione nel gioco. La traccia resta flessibile. Per la fase successiva consulta la guida Allenamento Pulcini U10-U11.
Mini-programmazione Primi Calci U8-U9: tre sedute collegate
Una singola seduta funziona meglio quando fa parte di un percorso. Se alleno i Primi Calci due o tre volte a settimana, posso riproporre gli stessi problemi di gioco cambiando progressivamente le informazioni disponibili. Ecco un esempio di tre allenamenti U8-U9, costruito utilizzando le sei esercitazioni presenti in questa guida: non è un calendario federale, ma una proposta personale da adattare al gruppo.
| Seduta | Obiettivo prioritario | Proposte della guida | Comportamento da osservare |
|---|---|---|---|
| 1 — Conduco e affronto | Dominio della palla, orientamento, coraggio nel duello | MC-PC-002, Bussola del dribbling; MC-PC-004, Duello a due uscite; 2v2 finale | Il bambino riconosce uno spazio libero e prova una soluzione personale. |
| 2 — Ricevo e collaboro | Controllo orientato, sostegno e passaggio come scelta | MC-PC-003, Ricevo, mi giro, scelgo; MC-PC-005, Il compagno cambia tutto; 3v3 finale | Chi riceve orienta il primo tocco; chi non ha palla offre una linea di passaggio. |
| 3 — Gioco e reagisco | Decisione, transizione e riconquista | MC-PC-001, Due porte, una decisione; MC-PC-006, Gioco, perdo, riconquisto; partita finale | Dopo perdita o recupero il bambino riconosce rapidamente dove attaccare o difendere. |
Come utilizzo la tabella: non sommo tutte le esercitazioni una dopo l’altra. Per ciascun incontro mantengo una fase iniziale di gioco, due attività centrali con varianti semplici e una partita finale. Se osservo ancora difficoltà nel compito, riprendo lo stesso tema nella seduta successiva prima di aumentare la complessità.
Il percorso può partire dalla guida Piccoli Amici U6-U7 e proseguire con l’allenamento Pulcini U10-U11. Per scegliere ulteriori compiti sul campo utilizza il MC Training Hub™, mantenendo sempre l’obiettivo didattico adatto all’età.
Gli errori da evitare nell’allenamento Primi Calci
- Parlare troppo: spiegazioni lunghe sottraggono tempo e attenzione al gioco.
- Allenare in fila: un bambino che aspetta sperimenta meno problemi e meno palloni.
- Trasformare ogni gesto in uno schema: la qualità tecnica va collegata a informazioni e scelte.
- Intervenire su ogni errore: impedisce tentativi, correzione autonoma e creatività.
- Premiare soltanto chi segna: occorre riconoscere anche iniziativa, difesa, sostegno e miglioramenti.
- Trascurare inclusione e sicurezza: spazi, contatti e difficoltà vanno regolati sul gruppo effettivo.
Il tema della comunicazione e dell’autonomia è sviluppato anche nell’articolo Coaching nel settore giovanile: meno risposte, più apprendimento.
Allenatori e genitori: come osservare i progressi
Un bambino non migliora soltanto quando segna più reti o vince più partite. Osservo se cerca il pallone, prova un piede differente, affronta il difensore, vede una seconda porta, si offre al compagno e riparte dopo un errore. Registro piccoli comportamenti nel tempo, senza classifiche precoci né etichette sul talento.
Ai genitori restituisco esempi osservabili, non classifiche: «Oggi ha provato a controllare prima di scegliere». Piacere e apprendimento tecnico possono crescere insieme.
FAQ: come allenare i Primi Calci U8-U9
Quanto deve durare un allenamento Primi Calci?
La seduta illustrata dura 70 minuti, ma è una proposta adattabile, non una durata federale universale. Numero di bambini, spazi, frequenza delle sedute, attenzione e condizioni individuali possono suggerire tempi differenti.
Quante esercitazioni proporre a bambini di 7-8 anni?
Non conta accumulare proposte: sei attività ben collegate possono funzionare, ma anche meno attività con varianti efficaci. Privilegio tempo attivo, continuità e possibilità di scelta.
È corretto allenare il passaggio nei Primi Calci?
Sì. Lo inserisco in attività semplici con compagno, spazio e obiettivo; alterno il passaggio al dribbling, senza rendere obbligatoria una scelta quando il gioco ne offre altre.
Meglio esercizi tecnici o partite ridotte?
Entrambi hanno valore. Una breve pratica mirata può migliorare il gesto; 1v1, 2v1, 2v2 e 3v3 aiutano a utilizzare quel gesto in presenza di informazioni e opposizione.
Come allenare i Primi Calci con un gruppo eterogeneo?
Modificando spazi, distanza di pressione, regole e complessità all’interno dello stesso tema. L’obiettivo rimane comune, ma la difficoltà non deve essere identica per tutti.
Conclusione: la mia idea di allenamento nei Primi Calci
Per me, come allenare i Primi Calci significa progettare un ambiente nel quale tecnica, movimento, percezione e decisione crescono attraverso esperienze concrete. Voglio bambini che tocchino spesso il pallone, abbiano il coraggio di affrontare un duello, imparino a riconoscere un compagno e possano commettere errori senza perdere il desiderio di giocare.
Non cerco piccoli esecutori di istruzioni: voglio accompagnare giovani calciatori che imparino progressivamente a scegliere. Se questa guida ti è utile, condividila con un altro istruttore della Scuola Calcio e confrontiamoci sulle soluzioni che portiamo realmente in campo.
