Allenamento Pulcini: guida completa per allenatori di calcio

Allenare i Pulcini non significa anticipare il calcio degli adulti. Significa costruire le basi tecniche, motorie, percettive e decisionali che permetteranno al bambino di giocare con sempre maggiore autonomia.

Un allenamento Pulcini efficace non dovrebbe quindi essere una successione di esercizi scelti perché “funzionano” o perché sono belli da vedere. Ogni proposta deve avere uno scopo, offrire molti contatti con la palla, ridurre i tempi morti e mettere progressivamente il bambino nella condizione di osservare, scegliere e adattarsi.

Tra U10 e U11 il compito dell’allenatore è delicato: migliorare la qualità tecnica senza togliere creatività, introdurre principi di gioco senza trasformarli in schemi rigidi, correggere senza giocare al posto del bambino.

La domanda da cui partire non è:

Quale esercizio faccio oggi?

È:

Quale esperienza voglio far vivere oggi ai miei giocatori?

Chi sono i Pulcini U10/U11 nella stagione 2026/27

Nella stagione sportiva 2026/27 la categoria Pulcini comprende principalmente i nati nel 2017 per il primo anno e i nati nel 2016 per il secondo anno, oltre alle possibilità previste per i gruppi misti e alle deroghe regolamentari.

La FIGC indica per i Pulcini il 7 contro 7 come formato principale, con tre tempi da 15 minuti e attività aggiuntive quali proposte pre-gara, multipartite o quarto tempo.

Le indicazioni aggiornate sono consultabili nelle Modalità di Gioco dell’Attività di Base FIGC 2026/27.

Il regolamento non è soltanto un dato organizzativo.

Ridurre il numero di giocatori significa aumentare le possibilità di partecipare realmente al gioco: più ricezioni, più duelli, più transizioni, più conclusioni e più decisioni.

La stessa logica dovrebbe entrare anche nell’allenamento.

Allenamento Pulcini: cosa deve sviluppare un U10/U11

Per me il lavoro in questa fascia d’età può essere costruito intorno a sei aree che devono dialogare continuamente:

  • dominio della palla;
  • coordinazione;
  • tecnica individuale;
  • percezione e decisione;
  • duello e collaborazione;
  • gioco.

Non sono sei compartimenti separati.

In un semplice 2 contro 1 il bambino deve controllare il pallone, orientarsi, osservare l’avversario, percepire il compagno, riconoscere lo spazio, scegliere se passare o condurre e infine eseguire tecnicamente la decisione.

È qui che tecnica e gioco iniziano realmente a incontrarsi.

Il modello FIGC Evolution Programme dedicato ai Pulcini U10/U11 organizza infatti la formazione attraverso differenti ambiti e proposte, con l’obiettivo di costruire un’esperienza ampia e adatta all’età.

Il riferimento può essere approfondito nei materiali ufficiali dell’Evolution Programme FIGC.

Allenamento Pulcini U10 U11: tecnica, coordinazione, percezione, decisione, duello e gioco

La tecnica individuale resta una base fondamentale

Nella categoria Pulcini la tecnica deve avere uno spazio importante.

Controllo, passaggio, conduzione, dribbling, finte, cambi di direzione, protezione e tiro costruiscono il repertorio che il bambino potrà utilizzare quando il gioco gli presenterà problemi sempre diversi.

Questo non significa scegliere tra tecnica analitica e gioco.

Ridurre temporaneamente la complessità può essere utile quando vogliamo concentrare l’attenzione su un dettaglio esecutivo.

È il principio che approfondisco anche in Tecnica analitica nel calcio giovanile: la base da cui costruire il giocatore.

Il problema nasce quando la tecnica rimane sempre separata dall’informazione.

Un bambino può imparare un cambio di direzione inizialmente senza opposizione. Poi possiamo introdurre un segnale, una scelta, una direzione, un avversario e infine una situazione reale.

La progressione che utilizzo come riferimento è semplice:

GESTO → VARIABILITÀ → INFORMAZIONE → SCELTA → OPPOSIZIONE → GIOCO

Non deve essere applicata rigidamente in ogni seduta, ma ricorda all’allenatore una cosa fondamentale:

il gesto, prima o poi, deve incontrare il problema per il quale è stato costruito.

Questo è anche il passaggio che approfondisco nell’articolo Allenare il gesto o allenare la decisione?.

Allenamento Pulcini: progressione dal gesto tecnico al gioco

Dominio della palla: più libertà tecnica, più possibilità di scelta

Il ball mastery non dovrebbe diventare una collezione di gesti fini a sé stessi.

Interno, esterno, suola, cambi di piede, arresti, ripartenze, finte e variazioni di ritmo sono utili quando aumentano la sensibilità e il controllo del corpo e della palla.

La progressione può essere molto semplice:

prima controllo il pallone;

poi controllo il pallone mentre osservo;

infine utilizzo il pallone per risolvere un problema.

Sul sito trovi anche l’area Tecnica, con esercitazioni dedicate a primo controllo, passaggio, guida, dribbling, ball mastery e finalizzazione.

Coordinazione: non separarla dal calcio

Nei Pulcini è importante ampliare il patrimonio motorio.

Equilibrio, ritmo, orientamento spazio-temporale, differenziazione, capacità di adattamento e combinazione dei movimenti possono però essere allenati senza creare due mondi separati: prima “coordinazione”, poi “calcio”.

Possiamo inserire cambi di direzione prima della ricezione, variazioni di appoggio seguite da conduzione, salti e riorganizzazione del corpo prima di una conclusione oppure compiti che richiedano di reagire a stimoli visivi mantenendo il controllo della palla.

Corpo, percezione e pallone devono imparare a lavorare insieme.

Il duello deve comparire spesso nell’allenamento Pulcini

Se dovessi scegliere una situazione da proporre con grande frequenza, sceglierei l’1 contro 1.

Il duello contiene molto calcio.

Il giocatore in possesso deve leggere distanza e postura del difensore, proteggere il pallone, utilizzare finte, cambiare ritmo e scegliere il momento nel quale attaccare lo spazio.

Il difendente deve controllare la distanza, orientare l’avversario, decidere quando attendere e quando intervenire.

Variando posizione di partenza, spazio, direzione, numero e posizione delle porte possiamo creare problemi differenti senza cambiare continuamente esercitazione.

Dal duello individuale possiamo poi passare a:

2 contro 1 → 2 contro 2 → 3 contro 2 → 3 contro 3.

Compare il compagno e nasce la collaborazione: sostegno, smarcamento, passaggio, occupazione dello spazio, copertura e riconoscimento del giocatore libero.

Non serve anticipare sistemi tattici complessi.

Serve costruire giocatori capaci di leggere relazioni semplici ma reali.

Small-Sided Games: meno giocatori, più azioni significative

2 contro 2, 3 contro 3 e 4 contro 4 dovrebbero avere uno spazio importante nell’allenamento Pulcini.

La riduzione dei giocatori e dello spazio può aumentare la frequenza delle azioni tecniche e dei contatti con la palla; le regole e i vincoli modificano inoltre le richieste del compito.

Una revisione sistematica sull’insegnamento attraverso gli small-sided games evidenzia il valore di questi formati nel creare situazioni contestualizzate e nel moltiplicare le opportunità tecniche nei giovani praticanti.

Puoi approfondire nella revisione scientifica sugli Small-Sided Games disponibile su PubMed.

Ma campo piccolo non significa automaticamente buon allenamento.

L’allenatore deve chiedersi:

  • quante volte ogni bambino entra realmente nell’azione?
  • il compito crea il comportamento che sto cercando?
  • le porte danno una direzione al gioco?
  • lo spazio è coerente con l’obiettivo?
  • il vincolo aiuta oppure sta soltanto complicando l’esercizio?

Progettare uno small-sided game significa progettare un problema, non soltanto delimitare un rettangolo con quattro cinesini.

Tattica nei Pulcini: allenare principi, non movimenti memorizzati

Possiamo insegnare tattica anche a dieci anni, se intendiamo la tattica come capacità di leggere il gioco.

Quando abbiamo palla possiamo cercare ampiezza, sostegno, profondità e linee di passaggio.

Quando perdiamo palla possiamo reagire.

Quando la riconquistiamo possiamo riconoscere se esiste spazio per attaccare oppure se è meglio mantenere il possesso.

Il bambino deve comprendere il significato del comportamento.

Non mi interessa che un U10 conosca perfettamente una posizione dentro uno schema se non sa riconoscere lo spazio libero a pochi metri da lui.

Il principio deve venire prima del movimento codificato.

Quanto deve parlare l’allenatore?

Uno degli errori più frequenti nella Scuola Calcio è trasformare il mister in un telecomando.

“Passa.”

“Gira.”

“Allarga.”

“Tira.”

“Vai.”

Ogni volta che anticipiamo verbalmente la soluzione dobbiamo chiederci se stiamo aiutando il bambino a imparare o se stiamo semplicemente giocando la partita al posto suo.

Correggere resta necessario, ma possiamo farlo con interventi brevi, feedback individuali, domande e momenti di confronto.

Una delle domande che utilizzo maggiormente è:

“Cosa avevi visto?”

Prima di correggere il gesto provo a comprendere il processo.

È lo stesso principio sviluppato nell’approfondimento Errore nel calcio giovanile: diagnosi prima della correzione.

L’obiettivo non è un giocatore che aspetta la risposta del mister.

È un giocatore che progressivamente impara a costruirla.

Come organizzare un allenamento Pulcini efficace

Non esiste una seduta universale.

Numero di bambini, livello del gruppo, frequenza settimanale, spazio disponibile e obiettivo della giornata devono influenzare la progettazione.

Il modello FIGC dedicato alla categoria prende come riferimento una seduta di circa 90 minuti.

Nella pratica quotidiana possiamo costruire una progressione coerente mantenendo un principio:

alta partecipazione, pochi tempi morti, molte esperienze significative.

Un esempio di seduta da circa 85-90 minuti può essere:

1. Attivazione tecnica con palla — 10/12 minuti
Dominio, coordinazione, conduzione, stimoli percettivi.

2. Tecnica individuale — 12/15 minuti
Un obiettivo tecnico preciso con progressiva variabilità.

3. Duelli — 12/15 minuti
1 contro 1 con differenti partenze, direzioni e obiettivi.

4. Collaborazione — 12/15 minuti
2 contro 1, 2 contro 2 o 3 contro 2.

5. Small-Sided Game — 15 minuti
3 contro 3 o 4 contro 4, con regole coerenti con il tema.

6. Partita — 15/20 minuti
Gioco libero o con pochissimi vincoli, utilizzato anche come momento di osservazione.

La struttura non deve diventare una gabbia.

Se il gruppo sta apprendendo molto da un 3 contro 3, non abbiamo l’obbligo di interromperlo perché il cronometro dice che dobbiamo cambiare esercizio.

Seduta allenamento Pulcini U10 U11 da 90 minuti

Dalla guida al campo: guarda le esercitazioni Mister Cacace

La teoria diventa più utile quando possiamo osservarla sul campo.

Sul mio canale YouTube Mister Cacace ho raccolto una playlist di esercitazioni e proposte di allenamento che può offrire ulteriori idee da adattare alla categoria, al livello del gruppo e all’obiettivo della seduta.

🎥 Guarda la playlist Allenamenti sul canale YouTube Mister Cacace

L’esercitazione non va copiata in modo automatico.

Va interpretata:

Quale comportamento voglio allenare? Quale difficoltà devo modificare? Quale spazio è adatto ai miei bambini? Quale regola posso togliere o aggiungere?

Nell’hub Allenamenti Mister Cacace trovi inoltre esercitazioni organizzate per tecnica, tecnico-cognitivo, rondos e possessi, situazionali, small-sided games e tattica.

Il problema delle file e dei tempi morti

Cinque bambini fermi mentre uno esegue non significa allenare sei bambini.

Significa allenarne uno e farne aspettare cinque.

Il tempo di contatto con la palla e il tempo di partecipazione sono risorse preziose.

Con dodici bambini possiamo creare più stazioni, più campi di 1 contro 1, più coppie o più mini-partite contemporanee.

Una seduta semplice ma dinamica può essere molto più formativa di una proposta spettacolare nella quale gran parte del gruppo aspetta.

Prima ancora dell’esercizio, quindi, progettiamo l’organizzazione.

Preparazione fisica nei Pulcini: partire dal movimento

Nei Pulcini eviterei di trasferire direttamente la logica della preparazione fisica adulta.

Accelerazioni, frenate, cambi di direzione, salti, equilibrio, ripartenze e variazioni di ritmo possono essere presenti dentro giochi, duelli e situazioni con la palla.

Questo non significa ignorare lo sviluppo motorio.

Significa costruirlo in modo coerente con l’età e con la natura del gioco.

Un 3 contro 3 ben progettato può richiedere al bambino di correre, frenare, orientarsi, reagire, proteggere, accelerare e decidere continuamente.

L’intensità non coincide con la corsa senza palla.

La partita deve essere parte dell’apprendimento

La partita finale non dovrebbe essere soltanto il premio dopo “il lavoro serio”.

È uno dei momenti più importanti della seduta.

Qui possiamo osservare se i comportamenti allenati emergono spontaneamente.

Il bambino prova il gesto?

Riconosce lo spazio?

Affronta il duello?

Cerca il compagno?

Reagisce dopo la perdita?

Non dobbiamo fermare continuamente il gioco per ottenere la risposta che vogliamo.

Possiamo osservare, raccogliere informazioni e utilizzare ciò che vediamo per progettare la seduta successiva.

Questo approccio si collega bene al tema dell’esplorazione e dell’autonomia sviluppato anche nell’articolo Dentro il campo, dentro il gioco: allenare dai 6 ai 12 anni attraverso esplorazione e gioco.

Allenamento Pulcini: gli errori più frequenti

Alcuni errori riducono rapidamente la qualità della seduta:

  • troppe file e troppi bambini fermi;
  • spiegazioni lunghe prima di iniziare;
  • esercizi tecnici che non evolvono mai verso una scelta;
  • vincoli inseriti senza una vera funzione;
  • correzioni continue durante ogni azione;
  • ruoli troppo precoci e rigidi;
  • partite interrotte ogni pochi secondi;
  • risultato del weekend utilizzato come principale criterio di valutazione.

La domanda finale non dovrebbe essere soltanto:

“Abbiamo eseguito bene gli esercizi?”

Dovrebbe essere:

“Quante volte ogni bambino ha potuto toccare palla, osservare, scegliere, provare, sbagliare e riprovare?”

Come capire se l’allenamento Pulcini sta funzionando

Non guarderei soltanto la precisione tecnica.

Osserverei soprattutto l’evoluzione dei comportamenti.

I bambini chiedono palla?

Provano l’1 contro 1?

Guardano prima di ricevere?

Cominciano a riconoscere uno spazio libero?

Dopo un errore riprovano?

Quando perdono palla reagiscono?

Trovano soluzioni senza aspettare continuamente l’istruzione dell’allenatore?

Sono segnali importanti perché il nostro obiettivo non è costruire giocatori dipendenti dal mister.

È aiutarli a diventare progressivamente più autonomi.

FAQ sull’allenamento Pulcini

Quanto dovrebbe durare un allenamento Pulcini?

La durata dipende dal contesto e dall’organizzazione del club. Il modello FIGC per U10/U11 utilizza come riferimento una seduta di circa 90 minuti.

Più della durata assoluta conta però la qualità del tempo: attività dinamiche, pause brevi e bambini realmente coinvolti.

Meglio tecnica o partita nei Pulcini?

Servono entrambe.

La tecnica costruisce strumenti, il gioco insegna quando e perché utilizzarli.

Il lavoro più interessante consiste nel creare una progressione che porti gradualmente il gesto dentro situazioni con informazione, scelta e opposizione.

Quanti esercizi inserire in una seduta?

Non esiste un numero ideale.

È preferibile avere poche proposte coerenti, con varianti utili, piuttosto che cambiare esercizio continuamente.

Ogni cambio richiede spiegazione, organizzazione e tempo.

È giusto assegnare ruoli fissi ai Pulcini?

In questa fascia d’età è utile offrire esperienze diverse e non limitare troppo presto il bambino a una sola funzione.

Conoscere differenti zone e problemi di gioco contribuisce ad ampliare il suo bagaglio tecnico, percettivo e tattico.

Allenamento Pulcini: costruire oggi il giocatore di domani

Possiamo insegnare a un bambino una soluzione.

Oppure possiamo aiutarlo a costruire gli strumenti per trovarne molte.

È questa, per me, la differenza tra addestrare e formare.

Un buon allenamento Pulcini non si misura dal numero di esercizi nuovi che proponiamo né da quanto ordinata appare la seduta dall’esterno.

Si misura dalla qualità delle esperienze che creiamo.

Tecnica, coordinazione, percezione, decisione, duello e gioco devono progressivamente incontrarsi.

Il mio pensiero

Io non voglio vedere un bambino di dieci anni che esegue perfettamente soltanto ciò che gli ho detto.

Preferisco vedere un bambino che osserva, prova, sbaglia, comprende e trova una soluzione che magari io non avevo nemmeno immaginato.

Perché allenare oggi non significa preparare soltanto la prossima partita.

Significa formare il giocatore di domani.

Se questa guida può essere utile a un altro allenatore di Scuola Calcio, condividila.

— Mister Cacace

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