
IL PRIMO OBIETTIVO NON È INSEGNARE UNO SCHEMA. È FAR NASCERE IL DESIDERIO DI GIOCARE ANCORA.
L’allenamento Piccoli Amici U6/U7 è il primo incontro organizzato con il calcio per molti bambini e bambine. In questa fase non cerco miniature del calciatore adulto: voglio offrire occasioni di movimento, esplorazione, contatto con la palla e relazione. La qualità di una seduta non si misura dalla precisione di una fila di passaggi, ma da quante esperienze significative riesco a creare per tutti.
Questa guida raccoglie indicazioni FIGC aggiornate al 2026/27, contributi FIFA, UEFA e della ricerca scientifica, sei esercitazioni originali MC Training Library™ e una seduta tipo di 70 minuti per dodici bambini. Ogni proposta contiene spazi, organizzazione, regole, coaching points, varianti e comportamenti da osservare.
Piccoli Amici U6/U7: età, regole FIGC e modalità di gioco
Nella stagione 2026/27 rientrano nei Piccoli Amici i nati nel 2020, 2021 e 2022; per i nati nel 2021 e 2022 la partecipazione è consentita esclusivamente dopo il compimento anagrafico dei cinque anni. La categoria privilegia confronti 2 contro 2 e 3 contro 3, alternati a giochi. Le dimensioni riportate dalla FIGC per i confronti sono indicativamente 15–30 × 10–15 metri, con tre tempi di partita da 5 a 10 minuti alternati ai giochi.
Queste sono disposizioni per i confronti organizzati: non vanno confuse con l’organizzazione quotidiana di un allenamento, nella quale gli spazi possono essere adattati alla proposta. Le modalità territoriali vanno sempre verificate con la Delegazione competente. Fonte: FIGC, Modalità di Gioco dell’Attività di Base 2026/27.
Allenamento Piccoli Amici: sei obiettivi che vengono prima del risultato
- Motricità generale: correre, frenare, saltare, ruotare, cambiare direzione, atterrare e mantenere l’equilibrio.
- Familiarità con il pallone: inseguire, fermare, spingere, condurre, calciare e sperimentare superfici differenti del piede.
- Orientamento: distinguere porte, linee, avversari, compagni, spazi occupati e spazi liberi.
- Percezione e decisione: scegliere una direzione, riconoscere un varco o decidere se affrontare un avversario.
- Relazione: riconoscere il compagno, rispettare semplici regole condivise e collaborare.
- Autonomia emotiva: tentare, sbagliare, riprovare, accettare piccole frustrazioni e mantenere il piacere del gioco.
Non sono sei compartimenti separati. Quando un bambino conduce verso una delle due porte, mobilita tecnica, equilibrio, osservazione e decisione nello stesso momento. È questo il collegamento metodologico che mi interessa.

Metodo Piccoli Amici: cosa insegnano FIGC, FIFA e ricerca scientifica
Il modello FIGC Evolution Programme U6/U9 propone sei ambiti: motorio, tecnico, finalizzazione, dominio del gioco, conoscenza del gioco e gara. Il modello illustrativo prevede sei stazioni da 15 minuti, per un totale di 90 minuti, e una struttura modulare. La seduta da 70 minuti presentata qui è invece una rielaborazione personale, non uno standard federale.
La FIFA, Play–Practice–Play (2025) suggerisce per i 4–8 anni di iniziare dal gioco, proporre una fase di pratica ricca di ripetizioni significative e tornare poi al gioco. Significa dare senso al gesto tecnico, non eliminare le opportunità di apprendere attraverso compiti semplici.
La revisione sistematica pubblicata su BMC Public Health nel 2025 ha incluso 23 studi e 2.201 bambini in età prescolare. Il gioco attivo strutturato può risultare comparabile all’educazione fisica orientata alle abilità nello sviluppo di competenze motorie fondamentali; gli autori invitano alla cautela per l’eterogeneità degli studi. Non è una prova dell’efficacia dei singoli esercizi che propongo, ma un sostegno all’idea di gioco con obiettivi, senza rigidità.
Tra le novità formative del 2026 segnalo inoltre il nuovo corso UEFA / EA SPORTS FC FUTURES “Fundamentals of Grassroots Coaching”, dedicato ad ambienti sicuri, inclusivi e piacevoli, alla comunicazione e all’adattamento delle attività per i giovani.

Organizzazione della seduta Piccoli Amici: 12 bambini, 70 minuti
La proposta utilizza 12 palloni n. 3, cinesini piatti, casacche, 4 porticine (oppure porte delimitate) e uno spazio complessivo di circa 35 × 25 metri. Le attività vengono replicate in moduli per tenere tutti i bambini in movimento. Con un solo istruttore servono campi vicini e consegne facilmente osservabili; la presenza di un secondo adulto facilita supervisione e gestione delle transizioni.
| Fase | Durata | Proposta e scopo |
|---|---|---|
| Play iniziale | 5′ | Piazza del Gol: tre 2v2 simultanei |
| Motorio | 10′ | Isole del Movimento: schemi motori |
| Tecnico | 10′ | Radar delle 4 Porte: conduzione e orientamento |
| Collaborazione | 10′ | Ponti in Coppia: passaggio e relazione |
| Duello | 10′ | Due Tane 1v1: dribbling e opposizione |
| Partita | 15′ | Due Campi 3v3: gioco e decisioni |
| Play finale | 5′ | Piazza del Gol: nuova partita 2v2 |
| Chiusura | 5′ | Saluti, feedback e recupero |
Nota pratica: i tempi includono spiegazioni e rotazioni rapide; i materiali devono essere preparati prima dell’arrivo del gruppo. Gli spazi indicati sono progettuali, non misure federali obbligatorie per l’allenamento.

Sei esercitazioni Piccoli Amici: schede operative MC Training Library™
MC-PA-001 — Piazza del Gol: il 2 contro 2 senza telecomando

Ambito: conoscenza del gioco. Giocatori: 12 in tre campi da quattro. Spazi: circa 15 × 10 m per ciascun campo, con corridoi di sicurezza. Durata: 5′ all’inizio e 5′ alla fine della seduta. Materiale: 3 palloni attivi e 6 porte.
Svolgimento. In ogni campo si gioca 2v2 con due porte e pochissime regole. Dopo un gol si riprende rapidamente. Nessun ruolo fisso, nessuna sequenza obbligatoria di passaggi e nessuna correzione continua dalla linea laterale. L’allenatore interviene per sicurezza, inclusione e comprensione delle regole essenziali.
Coaching points: chi prende iniziativa? Chi cerca il pallone? Chi riconosce la porta? Chi riparte dopo aver perso la palla? Variante: cambiare le coppie mantenendo campi equilibrati. Indicatore: ogni bambino entra frequentemente nel gioco e prova soluzioni personali.
MC-PA-002 — Le Isole del Movimento: quattro problemi per il corpo

Ambito: motorio. Giocatori: 4 gruppi da 3. Spazio: circa 20 × 20 m suddivisi in quattro zone. Durata: 10′. Materiale: delimitatori piatti, alcuni palloni facoltativi.
Svolgimento. Quattro isole con un compito per ciascuna: (1) corro e mi arresto; (2) salto una linea e atterro; (3) cambio appoggio e cerco equilibrio; (4) ruoto, cambio direzione e raggiungo una zona di arrivo. Ogni gruppo sperimenta un’isola per circa due minuti, con rotazioni brevi e istruzioni dimostrate. Non ci sono eliminazioni né classifiche di velocità.
Coaching points: controllo degli arresti, equilibrio, orientamento e disponibilità a sperimentare. Variante: aggiungere il pallone in una o due isole senza obbligo per tutti. Indicatore: il bambino affronta movimenti differenti con crescente sicurezza.
MC-PA-003 — Radar delle 4 Porte: conduco, guardo, scelgo

Ambito: tecnico. Giocatori: 12 in tre quadrati da quattro bambini. Spazio: tre quadrati di circa 10 × 10 m, con margini fra i moduli. Durata: 10′. Materiale: un pallone a bambino e quattro varchi per quadrato.
Svolgimento. Ogni bambino conduce liberamente nel proprio quadrato e sceglie una delle quattro porte laterali da attraversare. Dopo il passaggio rientra e individua un altro varco. Progressione: scelta libera → scelta di un varco diverso dal precedente → scelta in base allo spazio disponibile. Quando la densità è elevata, allarghiamo i varchi o riduciamo momentaneamente la velocità.
Coaching points: palla a distanza gestibile, cambi di direzione, uso spontaneo dei due piedi, sguardo che si stacca progressivamente dalla palla. Variante: segnale colore, solo se comprensibile e senza congestione. Indicatore: il bambino inizia a guidare la palla verso un riferimento scelto.
MC-PA-004 — Ponti in Coppia: il compagno diventa una soluzione

Ambito: dominio del gioco. Giocatori: 6 coppie, disposte in tre aree con corsie separate. Spazio: tre aree di circa 10 × 12 m. Durata: 10′. Materiale: 6 palloni e varchi delimitati da coni.
Svolgimento. Ogni coppia dispone di un pallone e di un ponte centrale. Un bambino conduce verso il ponte e prova a passare al compagno attraverso il varco. Chi riceve può restituire oppure attraversare in conduzione, quindi i ruoli si alternano. Non si pretende un gesto perfetto: l’obiettivo è far emergere l’intenzione di cercare l’altro.
Coaching points: orientarsi verso il compagno, dosare il passaggio, muoversi per rendersi disponibili. Variante facilitata: distanza ridotta e ponte largo. Variante avanzata: due ponti con scelta libera. Indicatore: il bambino inizia a cercare una collaborazione consapevole.
MC-PA-005 — Due Tane 1v1: attacco una porta, posso cambiare idea

Ambito: finalizzazione / duello. Giocatori: 6 coppie contemporaneamente. Spazio: sei corsie di circa 6 × 9 m, organizzabili in due file da tre. Durata: 10′. Materiale: 6 palloni e delimitatori per due piccole porte per corsia.
Svolgimento. L’attaccante parte con la palla e sceglie quale delle due tane raggiungere in conduzione. Il difendente prova a recuperare: se conquista, può oltrepassare in conduzione la linea di partenza dell’attaccante. Si alternano subito i ruoli; nessun bambino aspetta il turno di un’altra coppia.
Coaching points: leggere la posizione del difendente, cambiare traiettoria, proteggere il pallone, cercare un nuovo tentativo. Variante facilitata: difendente con partenza ritardata. Variante avanzata: modificare le posizioni delle due tane. Indicatore: l’attaccante prova a scegliere una direzione in relazione all’avversario.
MC-PA-006 — Due Campi 3v3: ritrovo il calcio vero

Ambito: gara. Giocatori: due partite 3 contro 3, tutti in attività. Spazio: due campi indicativi da 16 × 12 m, con un corridoio di sicurezza. Durata: 3 frazioni da circa 5′. Materiale: 2 palloni e 4 porticine.
Svolgimento. Si gioca 3v3 con libertà di movimento. Nessun ruolo assegnato in maniera definitiva. Tra le frazioni si possono modificare le squadre per creare esperienze diverse. Riduciamo le interruzioni; dopo i gol si riparte rapidamente.
Coaching points: ricerca della porta, coinvolgimento di tutti, primi aiuti al compagno, tentativi di recupero e reazione all’errore. Variante: rotazione libera del portiere oppure gioco senza portiere in relazione alle condizioni del gruppo. Indicatore: partecipazione reale e iniziative spontanee, non soltanto numero di gol.
Come adattare l’allenamento a 5 e 6 anni senza dividere i bambini in “bravi” e “meno bravi”
L’età anagrafica non coincide con il livello di sviluppo. Possono cambiare familiarità con la palla, equilibrio, comprensione, sicurezza e capacità di stare nel gruppo. Per chi è all’inizio allargo i varchi, semplifico le consegne, rallento la pressione e offro più tempo per provare. Per chi è pronto introduco un’alternativa in più, non necessariamente un gesto tecnico più difficile.
Una variazione di spazio o di avversario può creare un problema nuovo senza trasformare il gioco in un test. La progressione deve partire dal bambino che abbiamo davanti.
Sette errori da evitare con i Piccoli Amici

- File lunghe: soltanto due bambini giocano e gli altri guardano.
- Spiegazioni interminabili: il gioco inizia quando l’attenzione è già finita.
- Ruoli fissi: attaccante o portiere viene deciso troppo presto.
- Automatismi tattici: il bambino ripete un movimento senza riconoscerne il senso.
- Eliminazioni: chi sbaglia smette di giocare, cioè perde le occasioni di apprendere.
- Pressione del risultato: il confronto diventa un giudizio sul valore del bambino.
- Correzione ossessiva: l’allenatore sceglie sempre prima del bambino.
Non bisogna scegliere tra gioco e tecnica. La tecnica può comparire dentro i giochi, e brevi esplorazioni del gesto possono essere utili. Ciò che voglio evitare è che l’organizzazione tolga movimento, creatività e iniziativa. Il tema ritorna anche nella mia analisi sul ritorno dello Street Football nel calcio giovanile.
Cosa osservare a fine seduta: una checklist per l’istruttore
- Tutti hanno giocato e toccato spesso il pallone?
- Le attese sono state ridotte?
- Le consegne erano comprensibili senza ripeterle continuamente?
- Ho visto corse, arresti, salti, cambi di direzione e contatti con la palla?
- I bambini hanno avuto almeno una scelta vera da compiere?
- Chi è meno esperto ha trovato opportunità di riuscita?
- Il gruppo ha mantenuto entusiasmo e voglia di riprovare?
È una valutazione dell’ambiente di apprendimento, non una classifica dei bambini. Registro osservazioni, modifico gli spazi e ripropongo le attività con una diversa regola la settimana successiva. Se desideri progettare il percorso complessivo, consulta anche la mia guida alla struttura della seduta di allenamento.
Domande frequenti sull’allenamento Piccoli Amici
Quanto deve durare una seduta Piccoli Amici?
Non esiste un tempo unico adatto a ogni gruppo. Il documento FIGC Evolution Programme illustra un modello da 90 minuti; questa proposta da 70 minuti è un adattamento metodologico per 12 bambini. Conta la qualità della partecipazione più del cronometro.
Quanti bambini per esercitazione Piccoli Amici?
Preferisco piccoli gruppi e moduli ripetuti: tre 2v2, sei 1v1 oppure due 3v3 permettono a 12 bambini di giocare contemporaneamente. Spazi e numero di istruttori vanno adattati alle condizioni del campo.
Si può insegnare il passaggio ai bambini di cinque anni?
Sì, se il passaggio viene proposto come esperienza semplice di relazione, senza pretendere precisione e automatismi da categorie superiori. Il compagno deve diventare una possibilità, non un obbligo a rinunciare al dribbling.
È giusto organizzare il 5 contro 5 nei Piccoli Amici?
Per i confronti ufficiali della categoria U6/U7 le disposizioni FIGC 2026/27 indicano 2v2 e 3v3, con giochi complementari. Il 4v4 e il 5v5 appartengono invece ai Primi Calci U8/U9.
Che cosa conta più di una vittoria?
La voglia di giocare, la partecipazione di tutti, la curiosità motoria, la fiducia e i primi passi verso decisioni autonome. Il risultato della partitina non deve determinare il valore di un bambino.
Dal campo alla formazione: il mio pensiero
Io credo che a cinque e sei anni il compito del mister sia costruire possibilità, non anticipare schemi. Voglio bambini che provino, sbaglino, inventino, collaborino e tornino volentieri al campo. Se un bambino affronta una nuova sfida con il sorriso e il coraggio di riprovare, abbiamo già ottenuto qualcosa di importante.
Il primo grande risultato di una Scuola Calcio non è vincere una partita: è far nascere il desiderio di continuare a giocare.
Se questa guida può essere utile alla tua società, condividila con un altro allenatore e raccontami nei commenti quale gioco utilizzi con i Piccoli Amici. Per proseguire il percorso metodologico esplora la mia guida all’allenamento Pulcini U10/U11, la guida Esordienti U12/U13 e il MC Training Hub™.
Allenare oggi, formare domani.
— Mister Cacace
Ultimo aggiornamento normativo: 14 ottobre 2026. I sei giochi MC sono proposte progettuali originali da adattare e testare con il proprio gruppo; non costituiscono esercitazioni ufficiali FIGC né protocolli scientifici validati.
