MIGLIORI ACADEMY DEL MONDO 2026: LA CLASSIFICA CIES E COSA CI DICE DAVVERO SULLA FORMAZIONE

Migliori Academy calcio 2026 classifica CIES con Benfica al primo posto

BENFICA PRIMO. RIVER PLATE SECONDO. BOCA JUNIORS TERZO. AJAX QUINTO. BARCELLONA SESTO. E LA PRIMA ITALIANA È FUORI DALLA TOP 100.

Il 21 ottobre 2026 il CIES Football Observatory ha pubblicato il nuovo Training clubs’ world ranking, la classifica mondiale dedicata ai club che hanno formato il maggior numero di calciatori oggi attivi ad alto livello.

Ma leggere questa graduatoria come una semplice classifica delle “migliori scuole calcio” sarebbe un errore.

Le migliori Academy calcio 2026, secondo il CIES, non vengono ordinate in base ai trofei giovanili, al numero di tornei vinti o alla spettacolarità delle strutture. Il training index prova a misurare qualcosa di diverso: quanti giocatori un club ha formato, dove stanno giocando, quanto giocano e a quale età.

Ed è proprio qui che, per chi lavora nel settore giovanile, il ranking diventa interessante.

Perché ci costringe a spostare la domanda da “chi vince di più da giovane?” a “chi riesce realmente a portare più giocatori nel calcio di alto livello?”

Migliori Academy calcio 2026: la Top 10 CIES

Il Weekly Post n. 558 del CIES Football Observatory colloca il Benfica al primo posto mondiale con un training index di 101,3 e 93 calciatori formati.

Pos.ClubPaeseTraining Index
1BenficaPortogallo101,3
2River PlateArgentina97,6
3Boca JuniorsArgentina96,7
4Vélez SarsfieldArgentina92,0
5AjaxPaesi Bassi89,9
6BarcellonaSpagna89,1
7Sporting CPPortogallo85,3
8Defensor SCUruguay83,1
9Real MadridSpagna76,2
10Crvena ZvezdaSerbia74,1

Il dato colpisce subito per la distribuzione geografica: Europa e Sud America occupano insieme l’intera Top 10. Argentina da sola porta tre club nei primi quattro posti.

Nota: nella pagina ufficiale CIES il testo introduttivo riporta valori leggermente differenti per River Plate e Boca Juniors rispetto alla tabella del ranking. In questo articolo vengono utilizzati i valori riportati nella graduatoria ufficiale.

Ma la graduatoria assume valore soltanto quando comprendiamo come viene costruita.

Migliori Academy calcio 2026 classifica Top 10 CIES con Benfica primo

Cosa misura davvero il ranking CIES delle Academy?

Per il CIES, un club è considerato formatore quando un calciatore vi ha trascorso almeno tre stagioni tra quelle del 15° e del 21° compleanno.

Nel ranking 2026 l’indice tiene conto del numero di giocatori formati attivi nei 49 campionati di prima divisione analizzati, del livello sportivo delle partite disputate nell’ultimo anno, dei minuti giocati nello stesso periodo e dell’età dei calciatori, premiando i profili più giovani.

Questo significa che la classifica non misura direttamente la qualità di una seduta U10, la capacità pedagogica di un istruttore o la bontà di una singola metodologia.

Misura il risultato finale di un processo: la presenza e l’impiego, nel calcio professionistico, di giocatori passati da quel percorso formativo.

È una distinzione decisiva.

Un’Academy può avere strutture eccezionali e vincere molti campionati giovanili, ma questo ranking le riconosce valore soltanto se i giocatori formati riescono poi ad entrare, restare e giocare nel calcio adulto di livello.

Per me è proprio questo il punto più interessante: la formazione viene osservata attraverso ciò che lascia nel giocatore, non soltanto attraverso ciò che produce nella classifica della squadra giovanile.

Benfica ancora primo: perché il dato non sorprende

Il Benfica conserva il primo posto mondiale.

Nel 2025 era già in testa alla graduatoria CIES con 93 giocatori formati; nel 2026 rimane primo con lo stesso numero complessivo indicato dal nuovo ranking. Nell’edizione 2026 il CIES esplicita anche l’età dei calciatori tra gli elementi dell’indice: per questo il confronto tra i punteggi delle due edizioni va interpretato con prudenza.

La continuità è significativa.

Non dimostra che ogni scelta metodologica del Benfica sia automaticamente superiore a quella di qualsiasi altro club. Dimostra però che il sistema continua a produrre un numero elevato di giocatori capaci di entrare nel calcio professionistico e rimanerci.

Nel mio approfondimento sulla Benfica Academy ho analizzato proprio alcuni elementi del modello: progressione, piani di sviluppo individuale, rete territoriale, passaggio attraverso Benfica B e attenzione alla formazione del giocatore oltre il risultato della categoria.

Il ranking CIES non prova da solo che questi elementi siano la causa del primo posto. Ma rende quella realtà ancora più interessante da studiare.

Ed è una differenza importante: un ranking dovrebbe suggerirci dove guardare, non dirci automaticamente cosa copiare.

Ajax e Barcellona: due modelli che continuano a produrre giocatori

Ajax quinto e Barcellona sesto confermano due realtà che, pur attraverso percorsi differenti, continuano ad avere una forte capacità di formare giocatori utilizzati nel calcio di alto livello.

Per il Barcellona il collegamento con La Masia e la sua metodologia formativa è inevitabile: orientamento del corpo, percezione prima della ricezione, occupazione degli spazi, tecnica dentro il contesto e comprensione del gioco sono principi che assumono valore soltanto se riescono a trasferirsi nel giocatore adulto.

Il CIES offre anche un’altra prospettiva. Se consideriamo soltanto i giocatori formati oggi presenti nei cinque maggiori campionati europei, il Real Madrid guida con 40 calciatori, davanti al Barcellona con 34, Manchester City con 29, Stade Rennais con 28, Paris Saint-Germain e Ajax con 27.

Quindi non esiste una sola lettura della parola “migliore”.

Un club può avere un indice globale molto alto grazie alla quantità e qualità della propria produzione internazionale; un altro può distinguersi specificamente per il numero di giocatori formati arrivati nei Big-5.

Ranking CIES Academy 2026 e differenza tra vincere nel settore giovanile e formare giocatori

Dal 2025 al 2026: chi sale e chi scende?

Il ranking CIES 2025 vedeva Benfica primo, Barcellona secondo, River Plate terzo, Ajax quarto e Boca Juniors quinto.

Nel 2026 River sale al secondo posto, Boca al terzo e Vélez compie il movimento più evidente entrando al quarto posto dopo essere stato decimo l’anno precedente. Ajax scende al quinto e Barcellona al sesto. Sporting passa dal sesto al settimo, Defensor rimane ottavo, Real Madrid nono, mentre Crvena Zvezda entra nella Top 10.

Questo confronto va però utilizzato con cautela. La descrizione metodologica del 2026 esplicita anche il fattore età nel training index, mentre la presentazione 2025 evidenziava soprattutto numero di giocatori formati, livello dei club d’impiego e minuti ufficiali.

Per questo non leggerei i cambiamenti di posizione come un giudizio assoluto sulla qualità di un settore giovanile in dodici mesi.

Li utilizzerei piuttosto come un segnale da approfondire.

E l’Italia? Il dato che dovrebbe farci riflettere

È probabilmente il punto destinato a generare più discussione.

Secondo i dati della graduatoria ripresi da Calcio e Finanza, la prima italiana è l’Inter al 117° posto, con training index 31,7 e 29 calciatori formati. La Juventus segue al 121° posto, con indice 30,8 e 28 giocatori.

Nel 2025 Juventus e Inter erano rispettivamente 87ª e 88ª; l’Atalanta era 93ª.

La tentazione sarebbe trasformare subito questo dato in una sentenza:

“I settori giovanili italiani non funzionano.”

Io non lo farei.

Sarebbe metodologicamente scorretto.

Il ranking misura uno specifico output: quanti giocatori formati secondo la definizione CIES sono attivi e utilizzati nei campionati considerati, ponderando qualità del contesto, minuti ed età.

Non misura tutte le dimensioni della formazione.

Ma il dato resta abbastanza forte da meritare una domanda:

se nei nostri settori giovanili valutiamo il successo soprattutto attraverso risultati, classifiche e vittorie di categoria, stiamo utilizzando gli stessi indicatori con cui dovremmo misurare la formazione?

Questo è il vero tema.

CIES Academy 2026 Italia con Inter 117 e Juventus 121 nella classifica mondiale

Migliori Academy calcio 2026: cosa possiamo imparare senza copiare

Quando studiamo Benfica, Ajax, Barcellona, River Plate o Sporting CP il rischio è cercare “il loro esercizio”, “il loro sistema” o “il loro segreto”.

Ma un’Academy non è un’esercitazione.

È un ecosistema.

Scouting, allenamento, qualità degli staff, opportunità competitive, transizione verso il calcio adulto, seconde squadre, prestiti, contesto societario, cultura tecnica e tempo concesso ai giocatori si influenzano reciprocamente.

Per questo, da allenatore, considero più utile portare a casa alcune domande operative.

  • Stiamo allenando competenze trasferibili? Tecnica, percezione e decisione rimangono efficaci quando aumenta il livello?
  • Valutiamo il giocatore nel tempo? Oppure una buona o cattiva stagione diventa troppo rapidamente un’etichetta?
  • Creiamo autonomia? Il ragazzo impara a risolvere problemi oppure aspetta continuamente la soluzione dell’allenatore?
  • La categoria è un obiettivo o una tappa? Prepariamo il giocatore a vincere oggi oppure anche ad affrontare ciò che troverà domani?
  • Esiste una vera transizione? Quanto è chiaro il percorso che porta dall’Academy al calcio adulto?

È lo stesso principio che ritorna quando analizziamo il talento nel calcio giovanile: la prestazione presente non deve essere confusa automaticamente con il potenziale futuro.

Il ranking CIES non premia il campionato U15 vinto

Questa, per me, è la frase che sintetizza meglio tutta la classifica.

Il CIES non assegna punti perché una squadra U15 ha vinto il campionato.

Non aumenta l’indice perché un’Academy ha dominato un torneo U17.

Osserva ciò che accade dopo.

Quanti giocatori sono arrivati nel calcio professionistico?

Quanto stanno giocando?

A quale livello?

A che età?

Naturalmente vincere e formare non sono due concetti necessariamente opposti. Una squadra può vincere sviluppando giocatori e un ambiente competitivo può essere fondamentale nella crescita.

Il problema nasce quando la vittoria giovanile diventa la misura principale della bontà del processo.

Perché allora rischiamo di ottimizzare il presente della squadra invece del futuro del giocatore.

Conclusione: come si misura davvero un settore giovanile?

Il Benfica è primo nel CIES Training Clubs Ranking 2026. River Plate e Boca Juniors completano il podio. Ajax e Barcellona rimangono tra i riferimenti mondiali. L’Italia appare molto lontana dalle prime posizioni.

Ma la classifica più interessante non è quella che possiamo copiare in una grafica.

È la domanda che lascia aperta.

Qual è il vero prodotto di un settore giovanile?

La squadra che vince oggi?

Oppure il giocatore che, tra cinque anni, sarà ancora capace di leggere, decidere, adattarsi e competere a un livello superiore?

Il mio pensiero — Mister Cacace

Io credo che un settore giovanile debba essere valutato soprattutto dalla qualità dei giocatori che riesce a far crescere, non soltanto dai risultati ottenuti nelle categorie.

Vincere è importante. Competere è importante. Imparare a gestire pressione, risultato e responsabilità fa parte della formazione.

Ma per me il risultato giovanile deve restare uno strumento del percorso, non il suo traguardo finale.

Se dopo anni di lavoro abbiamo costruito una squadra molto forte ma pochi giocatori capaci di affrontare il livello successivo, dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa abbiamo realmente formato.

Allenare oggi. Formare domani.

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— Mister Cacace

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