
10 NOTIZIE. 10 SPUNTI DI RIFLESSIONE. UNA DOMANDA: STIAMO COSTRUENDO UN CALCIO GIOVANILE MIGLIORE?
Le notizie calcio giovanile della settimana dal 12 al 18 ottobre 2026 raccontano qualcosa di più di una successione di comunicati: parlano di campi che diventano accessibili ai bambini, academy che cercano talenti lontano dalle grandi città, tornei internazionali e nuove responsabilità educative.
Dalla prima FIFA Arena italiana all’iniziativa inclusiva dell’Empoli, dal progetto FIFA in Lesotho al confronto tra federazioni europee, emerge una domanda: quante delle opportunità che creiamo si trasformano realmente in apprendimento?
Nel secondo episodio di Calcio Giovanile News — Top 10 seleziono dieci fatti documentati e ne analizzo il valore per allenatori, dirigenti e famiglie. Distinguo sempre i fatti riportati dalle mie interpretazioni metodologiche. Per la rassegna precedente è disponibile l’episodio 1 del 5–11 ottobre.
Notizie calcio giovanile in Italia: inaugurata la prima FIFA Arena
1. Paderno Dugnano: più spazi per giocare. Fonte: FIGC, 16 ottobre 2026.
A Paderno Dugnano, nell’area metropolitana di Milano, è stata inaugurata la prima FIFA Arena in Italia. Il mini-campo è nato da una collaborazione tra federazioni, Vigor Milano, scuola primaria, comunità pastorale e amministrazione locale. Circa 420 alunni dai 6 agli 11 anni della scuola Mazzini potranno utilizzarlo anche durante l’orario scolastico. Il progetto FIFA punta a mille mini-campi entro il 2031.
La novità non riguarda soltanto l’infrastruttura: la FIGC offrirà allo staff coinvolto anche accesso alla formazione Grassroots Livello E. Leggi il comunicato FIGC.
Che cosa cambia sul campo? Uno spazio accessibile può moltiplicare le occasioni di gioco libero e organizzato. Ma per trasformarlo in formazione servono proposte adeguate all’età, partecipazione e libertà di sperimentare. Nella mia guida sull’allenamento nel calcio giovanile approfondisco il rapporto tra tecnica, coordinazione e decisione.
Il mio punto: più campi sono un’opportunità; è la qualità di ciò che facciamo su quei campi a costruire apprendimento.

2. Empoli Training Special: la scuola calcio che include
Fonte: Empoli FC, 13 ottobre 2026.
L’Empoli ha annunciato il ritorno di Empoli Training Special, progetto rivolto a bambini e bambine con disabilità. Per la stagione 2026/27 l’iniziativa si trasforma in un percorso continuativo: attività ogni lunedì, dalle 15 alle 17, al Monteboro Training Center, con il supporto di figure professionali qualificate. Un Open Day è programmato per il 19 ottobre.
Perché interessa le academy? L’inclusione non consiste soltanto nell’aprire le iscrizioni: richiede organizzazione, adattamento dei compiti e attenzione all’autonomia di ogni partecipante. Un esercizio può essere reso più accessibile modificando spazio, pallone, regole, numero dei compagni e tempi di esecuzione.
Questo approccio non abbassa l’ambizione educativa; rende gli obiettivi proporzionati alle caratteristiche dei ragazzi. Anche la relazione con i genitori deve essere chiara e continua: conoscere i bisogni non significa definire il bambino attraverso una sola caratteristica.
Il mio punto: considero un’academy di qualità anche da quante opportunità sa creare per chi, altrimenti, rischierebbe di restare escluso.
3. Bari, E-22 Youth League: 75 squadre Under 10 e Under 12
Evento: 16–18 ottobre 2026. Fonte: presentazione dell’8 ottobre, Comune di Bari, ripresa da BariViva.
Bari ha ospitato la quinta E-22 Youth League, manifestazione annunciata con 75 squadre tra Under 10 e Under 12, comprese dodici società professionistiche e cinque club esteri. Tra i nomi presentati figuravano Inter, Juventus, Fiorentina, Como, Heerenveen e Real Betis. Le partite sono state programmate in differenti impianti della città, coinvolgendo anche quartieri periferici.
Un torneo prestigioso è automaticamente formativo? No. Per i Pulcini e gli Esordienti osserverei anzitutto minuti giocati, qualità dell’opposizione, capacità di adattarsi e vissuto emotivo. Misurerei la qualità dell’esperienza attraverso ciò che i bambini imparano, non soltanto attraverso la posizione finale.
Un avversario forte può spingere a riconoscere prima una pressione, utilizzare il controllo orientato e cercare soluzioni diverse. Ma serve uno staff capace di interpretare gli errori senza trasformarli in etichette. Ai genitori chiederei una cosa: accompagnare, non giudicare ogni giocata.
Il mio punto: non è il nome sullo stemma dell’avversario a far crescere un bambino. È l’esperienza che riesce a vivere.
Notizie calcio giovanile nel mondo: il Lesotho investe nello scouting
4. Dalle montagne alle academy: il percorso del Lesotho. Fonte: FIFA, 14 ottobre 2026.
Per il Lesotho, la partecipazione alla FIFA U-15 World Cup & Festival rappresenta il debutto di una nazionale del Paese in una competizione FIFA. Alle spalle c’è il Talent Development Scheme avviato nel 2023: un’academy residenziale, lavoro quasi quotidiano con lo staff locale e una ricerca dei talenti estesa anche alle aree montuose.
Il FIFA Talent Coach Sam Smith ha raccontato iniziative che hanno coinvolto centinaia di ragazzi. La preparazione comprende partite, riflessione individuale, videoanalisi e adattamento al formato 8v8. Approfondisci il progetto sul sito FIFA.
Cosa possiamo imparare? Il talent identification deve raggiungere anche chi vive lontano dai centri maggiori. Osservare, però, è soltanto il primo passaggio: senza allenatori formati, tempo e continuità, la selezione rischia di rimanere una fotografia.
Il mio punto: il talento può nascere ovunque; il percorso che gli permette di crescere deve essere costruito.

5. FIFA: proposti 6,35 miliardi per lo sviluppo del calcio
Fonte: FIFA Council, 15 ottobre 2026.
Il Consiglio FIFA ha esaminato il FIFA Surplus Solidarity Programme, una proposta che porterebbe gli investimenti per lo sviluppo calcistico del ciclo 2027–2030 a 6,35 miliardi di dollari. Il piano prospetta allocazioni fino a 25 milioni di dollari per federazione membro, con criteri connessi anche al calcio femminile e giovanile.
Non sono fondi già assegnati: modalità, controlli e successivi passaggi di approvazione sono ancora da definire, con un percorso previsto fino al Congresso FIFA del marzo 2027. Fonte primaria FIFA.
Per il nostro settore la domanda non è soltanto quanti soldi arriveranno, ma quale quota produrrà allenatori migliori, spazi più accessibili e programmi monitorabili. Una risorsa economica va collegata a obiettivi formativi verificabili.
Il mio punto: considero un investimento efficace quando migliora le opportunità quotidiane di apprendimento dei ragazzi, non quando esiste soltanto in un bilancio.
6. FIGC: qualità dei club e responsabilità formative
Fonte: FIGC Lombardia, 13 ottobre 2026.
Il Settore Giovanile e Scolastico lombardo ha annunciato per il 20 ottobre una riunione dedicata al Sistema di Qualità dei Club Giovanili, rivolta alle società di terzo livello. L’incontro riguarda requisiti, progetti qualificanti, dimensione psicologica e attività tecniche territoriali.
Qualità significa soltanto documentazione? Le procedure servono, ma io verificherei anche che cosa accade realmente durante una seduta: quanto partecipano i ragazzi, come viene corretto l’errore, se le esercitazioni presentano problemi riconoscibili, come vengono adattate le proposte alle differenze individuali.
Un ambiente educativo coerente dovrebbe collegare obiettivi stagionali, principi di gioco, formazione continua dei tecnici e comunicazione con le famiglie. Per rendere concrete queste idee propongo, ad esempio, progressioni nella mia esercitazione su smarcamento e combinazioni.
Il mio punto: una scuola calcio di qualità deve esserlo anche il martedì pomeriggio, quando non ci sono osservatori né certificazioni da mostrare.
7. FIGC e Polonia: lo scambio tra federazioni è formazione
Fonte: FIGC, 16 ottobre 2026.
Una delegazione della Federcalcio polacca ha visitato la FIGC nell’ambito di un programma Erasmus+ di confronto professionale. Gli incontri, sviluppati tra Roma, Coverciano e le realtà di Fiorentina e Affrico, hanno riguardato il calcio giovanile, le scuole, il movimento femminile, l’inclusione e il Sistema di Qualità dei Club.
La notizia merita spazio perché l’innovazione metodologica nasce anche dal confronto. Osservare un altro sistema permette di analizzare ciò che è trasferibile: progressioni didattiche, formazione dei tecnici, strumenti di valutazione e organizzazione del club.
Non considero utile importare esercitazioni senza comprenderne le finalità. Preferisco partire dal problema che devo risolvere con il mio gruppo, poi scegliere strumenti coerenti con età, livello ed esigenze. È il criterio che sviluppo anche nella guida su come strutturare una seduta di allenamento.
Il mio punto: confrontarsi con metodologie diverse serve a migliorare il proprio modello, non a rinunciare alla propria identità.
8. Nazionale U16 femminile: osservare senza etichettare
Fonte: FIGC, 15 ottobre 2026.
La Nazionale italiana Under 16 femminile ha annunciato il primo raduno stagionale a Coverciano dal 20 al 22 ottobre. Sono state convocate 24 calciatrici classe 2011, mentre il tecnico Mauro Girini ha sottolineato l’obiettivo di ampliare le conoscenze sulle ragazze e il ventaglio delle scelte future.
Che cosa ci dice sullo scouting? Una convocazione è una tappa di osservazione, non una certificazione definitiva del valore di un’atleta. Il processo dovrebbe considerare comportamenti ripetuti, risposta alle difficoltà, capacità tecniche e adattamento a contesti di gioco differenti.
Nelle categorie giovanili lo sviluppo non procede alla stessa velocità per tutte. Confondere il rendimento della singola giornata con il potenziale può restringere precocemente le opportunità. Anche la collaborazione tra club e osservatori dovrebbe favorire una lettura più completa del percorso.
Il mio punto: voglio riconoscere ciò che un giovane giocatore sa fare oggi, senza dimenticare ciò che può imparare domani.
9. Mondiale U17 femminile: il valore del confronto internazionale
Fonti: FIFA, 12 e 17 ottobre 2026.
Il 17 ottobre è iniziato in Marocco il Mondiale Under 17 femminile, con 24 nazionali. L’Australia figura tra le debuttanti. Alla vigilia, il suo allenatore Michael Cooper ha posto l’accento sul valore educativo dell’esperienza: avversarie sconosciute, differenti stili di gioco, gestione della pressione e adattamento a un nuovo contesto.
Per il coaching giovanile il punto è chiaro: un confronto impegnativo può allenare lettura delle situazioni, controllo emotivo e autonomia. Ma l’apprendimento non è proporzionale automaticamente al prestigio dell’evento. Serve una difficoltà appropriata e un momento di rielaborazione dopo la prestazione.
Un allenatore può riprodurre variabilità anche nelle sedute ordinarie, modificando numero dei giocatori, ampiezza del campo, vincoli e obiettivi. Le situazioni devono restare realistiche, evitando regole arbitrarie che allontanino il compito dal gioco.
Il mio punto: una partita che costringe a trovare soluzioni nuove può lasciare più insegnamenti di una vittoria senza difficoltà.

Notizie calcio giovanile e safeguarding: educare significa proteggere
10. Hand In Hand: prevenire la violenza di genere nello sport. Fonte: FIGC, 12 ottobre 2026, su un meeting dell’8–9 ottobre.
La FIGC ha illustrato gli sviluppi del progetto europeo Hand In Hand dopo l’incontro dei partner a Sofia. La metodologia proposta unisce attività sportivo-educative sul campo e riflessione psicologica e sociale, affrontando temi come violenza di genere, stereotipi, relazioni e consenso. Sono previsti ulteriori appuntamenti formativi nel 2027.
Quale ruolo ha la scuola calcio? Il safeguarding richiede procedure, persone responsabili e formazione, ma soprattutto comportamenti coerenti. L’allenatore deve promuovere rispetto, individuare situazioni inappropriate e conoscere i canali attraverso cui segnalarle; non può sostituirsi alle figure specialistiche.
Nei bambini il lavoro educativo passa anche dalle parole che scegliamo, dalle regole di convivenza e dalla modalità con cui gestiamo conflitti e prese in giro. L’obiettivo è costruire un clima nel quale si possa parlare senza timore.
Il mio punto: formare un calciatore significa custodire anche la dignità della persona che sta crescendo.
Notizie calcio giovanile: quattro indicazioni utili per gli allenatori
1. Più accesso al gioco. FIFA Arena ed Empoli ricordano che per imparare bisogna prima avere l’opportunità di partecipare. Spazi, accessibilità e adattamenti sono condizioni concrete, non slogan.
2. Percorsi e non soltanto selezioni. Il Lesotho e il raduno Under 16 dimostrano quanto sia importante osservare i ragazzi nel tempo. Il talento richiede pazienza, continuità e occasioni di espressione.
3. Qualità del lavoro quotidiano. Le iniziative FIGC e lo scambio con la Polonia riportano al centro la preparazione degli allenatori, la coerenza metodologica e la capacità di valutare l’apprendimento.
4. Un ambiente educativo sicuro. Tornei, famiglie e safeguarding ricordano che la prestazione non è l’unico criterio con cui giudicare un percorso sportivo.
Quattro domande da portare alla prossima seduta
- Partecipazione: ogni giocatore vive un numero adeguato di situazioni con e senza palla?
- Decisione: l’esercitazione chiede di leggere un avversario o soltanto di eseguire un movimento?
- Individualizzazione: chi incontra difficoltà riceve un compito adattato senza perdere significato?
- Ambiente: la comunicazione di allenatori e adulti permette di sbagliare e riprovare senza timore?
Il pensiero di Mister Cacace: allenare oggi, formare domani
Questa settimana mi ha confermato una convinzione: il calcio giovanile non migliora attraverso una singola innovazione. Un nuovo campo, un torneo internazionale o un programma per il talento possono essere strumenti preziosi, ma senza un progetto educativo rimangono opportunità incompiute.
Nel mio lavoro cerco di collegare tecnica, coordinazione, percezione e capacità decisionale. Voglio che ogni ragazzo impari a leggere il gioco, scegliere, assumersi responsabilità e riprovare dopo un errore.
Per me il futuro del calcio giovanile si costruisce attraverso la qualità delle esperienze che sappiamo offrire ogni giorno.
Allenare oggi. Formare domani.
— Mister Cacace
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