Gli investimenti nel calcio giovanile tornano al centro del dibattito sul futuro del sistema italiano. E se una parte consistente delle risorse generate dal calcio venisse destinata direttamente alla formazione e allo sviluppo dei giovani calciatori?
È una delle questioni emerse il 22 settembre 2026 durante le audizioni della 7ª Commissione permanente del Senato, impegnata nell’esame dei disegni di legge dedicati al sistema calcistico italiano.
Tra gli interventi c’è stato quello di Matteo Marani, presidente della Lega Pro, che ha posto l’attenzione su un punto preciso: il contributo del 2% sulla raccolta delle scommesse relative al calcio previsto nei testi in discussione.
La posizione espressa da Marani è stata molto netta:
“Non un solo euro che non sia verso i giovani.”
La proposta della Lega Pro è quindi quella di concentrare quelle risorse sulla formazione e sulla valorizzazione dei giovani.
Ma è necessario chiarire subito un aspetto fondamentale.
Non esiste oggi una norma già approvata che destina il 2% delle scommesse al calcio giovanile.
Siamo all’interno di un iter parlamentare ancora in corso.
Ed è proprio da qui che nasce una riflessione molto più ampia sul futuro dei nostri vivai.
COSA PREVEDE IL DISEGNO DI LEGGE
Uno dei testi attualmente all’esame del Senato, il DDL S.1902, introduce dal 1° gennaio 2027 un contributo pari al 2% dell’importo giocato sulle scommesse sportive riguardanti eventi calcistici organizzati dalla FIGC o dalle Leghe professionistiche e dilettantistiche affiliate.
Il testo quantifica l’impatto della misura in circa 230 milioni di euro annui, indicando modalità di distribuzione e diverse finalità collegate al sistema calcistico.
È quindi importante distinguere due livelli.
Da una parte abbiamo ciò che è contenuto nei disegni di legge ancora in discussione.
Dall’altra abbiamo la richiesta avanzata dalla Lega Pro durante l’audizione: concentrare quelle risorse sui giovani.
Una differenza fondamentale, soprattutto quando una notizia di questo tipo passa rapidamente dai documenti parlamentari ai social network.
INVESTIMENTI NEL CALCIO GIOVANILE: IL VERO TEMA NON È SOLO IL 2%
Il numero inevitabilmente cattura l’attenzione.
2%.
Ma per chi lavora quotidianamente nel settore giovanile il tema più interessante va oltre la percentuale.
La domanda diventa:
cosa significa realmente investire nella formazione di un giovane calciatore?
Perché parlare di vivai non significa semplicemente finanziare una squadra Under 15 o Under 17.
Significa costruire un sistema.
Significa poter intervenire su:
- qualità e sicurezza delle strutture;
- formazione continua degli allenatori;
- presenza di staff multidisciplinari;
- metodologia e programmazione;
- scouting e sviluppo territoriale;
- tutela del percorso formativo dei giovani;
- utilizzo e valorizzazione dei calciatori cresciuti nei club.
Sono aspetti differenti, ma tutti incidono sull’ambiente nel quale un ragazzo cresce calcisticamente.

DAL “TALENTO” AL PERCORSO DI SVILUPPO
Nel calcio giovanile si parla continuamente di talento.
Molto meno spesso si parla delle condizioni necessarie affinché quel talento possa svilupparsi.
Un giovane non cresce soltanto perché possiede qualità tecniche superiori.
Ha bisogno di tempo, competenza, allenamento, strutture adeguate, confronto competitivo e allenatori preparati.
Soprattutto ha bisogno di un percorso coerente.
Per questo qualsiasi discussione economica sui settori giovanili porta inevitabilmente a un secondo livello: come vengono utilizzate le risorse?
La quantità dell’investimento rappresenta soltanto una parte del problema.
L’altra riguarda la qualità del progetto nel quale quelle risorse vengono inserite.
FORMARE GLI ALLENATORI SIGNIFICA FORMARE I GIOCATORI
C’è poi un elemento che considero centrale nel dibattito sul calcio giovanile: la formazione di chi allena.
Possiamo migliorare campi, centri sportivi e strumenti tecnologici.
Ma ogni giorno, davanti al giovane calciatore, c’è soprattutto un allenatore.
È lui che costruisce l’ambiente di apprendimento.
È lui che propone problemi da risolvere.
È lui che osserva, corregge, stimola e accompagna il giocatore.
Per questo parlare di investimenti nei vivai significa inevitabilmente parlare anche di competenza degli staff tecnici.
La qualità di un settore giovanile non può essere misurata soltanto attraverso i risultati delle squadre.
Deve essere letta anche attraverso la capacità di sviluppare giocatori autonomi, competenti e progressivamente pronti per livelli superiori.
INVESTIMENTI NEL CALCIO GIOVANILE: INVESTIRE NEI GIOVANI O NEL SISTEMA CHE LI FORMA?
Forse è proprio questa la domanda più interessante aperta dalla discussione.
Quando diciamo “investire nei giovani”, dove termina il giovane e dove inizia il sistema che lo forma?
Il campo sul quale si allena fa parte della sua formazione.
La preparazione del suo allenatore fa parte della sua formazione.
La presenza di un preparatore atletico, di figure specialistiche e di una metodologia condivisa fanno parte della sua formazione.
Anche la possibilità per una società di programmare senza dover cercare continuamente risultati immediati può incidere sul percorso.
Ecco perché il dibattito sul 2% può diventare qualcosa di più di una semplice discussione economica.

Può riportare al centro una domanda che il calcio italiano si pone da anni:
quanto investiamo realmente nel percorso che porta un bambino della scuola calcio a diventare un giocatore formato?
UNA PROPOSTA, NON ANCORA UNA LEGGE
Al momento, quindi, serve precisione.
Le audizioni al Senato fanno parte dell’esame dei provvedimenti sulla riforma del sistema calcistico e l’iter legislativo è ancora aperto.
La richiesta di destinare integralmente il contributo del 2% ai giovani rappresenta una posizione avanzata dalla Lega Pro, non una disposizione già entrata in vigore.
Il seguito dell’iter parlamentare dirà quale formulazione resterà nel testo e quali saranno concretamente criteri, destinatari e modalità di utilizzo delle eventuali risorse.
Ma il tema ormai è sul tavolo.
Ed è un tema che riguarda direttamente chi lavora ogni giorno nei settori giovanili.
💭 IL MIO PENSIERO — MISTER CACACE
Da allenatore, il punto che mi interessa maggiormente non è soltanto quante risorse possano arrivare al calcio giovanile.
Mi interessa capire come quelle risorse possano trasformarsi in qualità del percorso formativo.
Perché il futuro di un vivaio non si costruisce soltanto cercando il prossimo talento.
Si costruisce creando ogni giorno l’ambiente migliore per farlo crescere.
Allenare oggi, formare domani.
🔄 Se anche tu lavori nel settore giovanile, condividi questo articolo e apriamo il confronto: dove dovrebbe concentrarsi maggiormente un investimento destinato alla formazione dei giovani calciatori?
— Mister Cacace
